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 La punizione dei 100 anni

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AutoreMessaggio
emily



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MessaggioTitolo: La punizione dei 100 anni   27/4/2009, 11:25

Quante storie, dolorose e piene di speranza, raccontate da figli adottivi non riconosciuti alla nascita, sono state accolte e raccolte, in questi anni, grazie alla sensibilità di Alda D'Eusanio!
A lei per prima si deve, indubbiamente, l'aver colto la profondità e la diffusione di questa problematica, tanto poco conosciuta.
In sintesi, la condizione dei figli di n.n., che non sanno da chi sono nati, quale è il loro DNA, e non possono rivolgere a chi li ha generati la domanda fondamentale della propria esistenza: -perchè mi hai abbandonato?- si potrebbe definire una perturbante lacuna dell'essere

Pubblico qui il nostro appello affinchè tutti ci conoscano, e comprendano il nostro desiderio di essere cittadini di pari diritti e dignità:

Siamo qui a rappresentare migliaia di cittadini , figli adottivi non riconosciuti alla nascita .
Noi, a differenza dei figli riconosciuti dalla madre naturale, e successivamente adottati, ai quali l’attuale legge sull’adozione, la 149 del 2001, consente, raggiunta l’età di 25 anni, di conoscere l’identità dei propri genitori biologici, non possiamo accedere a tali informazioni, se non trascorsi 100 anni dalla nostra nascita, secondo le disposizioni del Codice sulla Privacy.
Infatti il diritto a venire a conoscenza della nostra identità configge con quello della donna che, al momento del parto, non acconsentì ad essere nominata.
Quest’ultimo viene ritenuto, dalla legge attuale, decisamente prevalente sull’interesse del figlio, anche adulto, a poter conoscere le proprie origini.
Ciò ci impedisce di far luce su una zona senza ricordi e senza storia che sta all’origine della nostra vita e del nostro sviluppo, rendendoci eternamente incompleti e destinati a morire senza aver avuto piena cognizione di noi stessi. Partendo dalla domanda fondamentale “chi sono?” l’uomo si aspetta una risposta non solo relativa al presente, ma che si riferisca anche a ciò che è stato nel passato, perché il passato non viene inghiottito nel nulla, ma resta come elemento che struttura la sua vita nell’oggi, e ne condiziona il futuro.
La conoscenza delle origini contribuisce a formare l’identità entrando nell’insieme di realtà che rappresentano il punto di partenza dello sviluppo umano.

Noi non desideriamo per questo che venga messa in discussione la possibilità per la donna di partorire in anonimato, riconoscendo le valenze racchiuse in tale istituto legislativo, né, tanto meno, auspichiamo che lo stato non rispetti il patto concluso con la madre a cui fu consentito di partorire in anonimato.
Per uscire da tale tragica condizione chiediamo soltanto che, ai figli e alla loro madri naturali, venga offerta un’ulteriore opportunità: che la legge attuale venga modificata prevedendo che il Tribunale dei Minori, valutata la richiesta di accesso ai documenti da parte dell’adottato, nomini un mediatore che verifichi se la volontà della madre sia ancora attuale o se essa esprima il consenso al superamento dell’anonimato attraverso una “revoca del diniego”, alla luce delle mutate condizioni esistenziali.
Infatti è verosimile ed ampiamente documentato dalla cronaca che molte madri, vissute in una lacerante sofferenza per tutta la vita, possano non trovare difficoltà, ma anzi una ampio sollievo, nel venire a conoscenza che il figlio abbandonato forse per una scelta imposta da circostanze contingenti, ormai adulto, provi un intimo e profondo desiderio di conoscenza, ispirato da un sentimento conciliativo e riparatore.
Nel caso, non infrequente per quelli di una certa età, che la madre biologica fosse deceduta, crediamo che, ferma restando la discrezione richiesta, il Tribunale possa procedere a rendere note le generalità, anche tenuto conto del radicale mutamento dei costumi avvenuto negli ultimi decenni, che induce a valutare, con diversa consapevolezza, eventi una volta ritenuti infamanti , quale poteva essere, come nella maggioranza dei casi, la nascita al di fuori di una situazione regolare di coppia.
In ogni caso è pur vero che, trascorsi i fatidici 100 anni, il segreto potrà essere comunque svelato ai nostri figli, che ci accompagnano nelle ricerche conoscendo l’intensità del nostro desiderio, e dunque in quel momento reso noto anche alla famiglia della defunta. E allora ci chiediamo, con rabbia e con dolore, che senso abbia privare proprio noi di una verità che ci appartiene in modo così assoluto e fondamentale.

Una modifica della legge attuale in tal senso contribuirebbe a rimodulare il bilanciamento trai due diritti in conflitto, quello alla conoscenza delle proprie origini e quello alla riservatezza, senza che il secondo schiacci ed annulli il primo in modo assoluto, consentendo, finalmente, ai figli adottivi non riconosciuti alla nascita, di uscire da una condizione nella quale si sentono “ombre”, senza alcuna possibilità di replica né decisionale sulle scelte di cui sono stati fatti oggetto.
Crediamo che uno stato civile e democratico non possa non allinearsi al resto dell’Europa, riconoscendo a tutti i cittadini pari dignità, ed è di questa dignità che stiamo parlando, quando chiediamo di riappropriarci dei nostri dati vitali, il tutto nel massimo rispetto e con grande delicatezza nei confronti della donna sconosciuta che ci ha dato la vita.

Emiliy- comitato per la modifica dell'art.28 legge 4/5/83 n. 184-
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ritabi



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MessaggioTitolo: Re: La punizione dei 100 anni   30/4/2009, 23:54

le origini ci ancorano alla terra.
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emily



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MessaggioTitolo: Re: La punizione dei 100 anni   4/5/2009, 15:11

Cara Rita è vero: le radici ci ancorano alla terra, e aggiungerei, anche al cielo, a quel cielo che è dentro di noi, che siamo noi...senza radici non si sta fermi, e non si vola: senza radici si muore.
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farialdi



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MessaggioTitolo: Re: La punizione dei 100 anni   5/5/2009, 20:27

Carissima Emilia , grazie per tutto quello che stai facendo per tutti noi, naufragati su questa terra . Grazie per averti conosciuto. Ti voglio bene Tiziano
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emily



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MessaggioTitolo: Re: La punizione dei 100 anni   5/5/2009, 22:33

Caro Tiziano, Dio mi dà la forza, e mi mette vicino tanti amici che, come te, mi sostengono e guardano nella stessa direzione, sai bene che non sono da sola: il merito di questa battaglia è di tutti noi, insieme!
Spero che Egli voglia illuminare i nostri politici e, una volta tanto, far rivolgere a noi il loro sguardo, per rendersi conto della profonda ingiustizia di cui il nostro paese è colpevole, nei confronti di una foltissima e silenziosa minoranza nata discriminata e discriminata ancora e ancora e ancora dalla negligenza delle leggi italiane.
Lo spero, lo credo, continueremo a batterci.
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ritabi



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MessaggioTitolo: Re: La punizione dei 100 anni   8/5/2009, 12:59

cara emilia hai visto che ci conosciamo, tu non potevi immaginare quando fosse piccolo il mondo, fai un giro e ritrovi chi cerchi. Da oggi ti tengo nelle mie preghiere e insiserò ogni giorno affinchè tu sia felice in un modo o in un altro. é vero che la mamma e il papà sono le radici, sono il nostro DNA e nessuno può sostituire ciò che di magico esiste in natura. siamo grati ai genitori adottivi e li invitiamo ad unirsi all vosrta e nostra richiesta in fede del fatto che chi nasce al mare, lo desidera, chi nasce in montagna la desidera. la scienza non si spiega ilvalore intrinseco della nascita che porta con sè una eredità psicologica innaturata. La cerca nel dna, prima o poi si troverà e si riuscira a capire i figli adottivi che pur stando bene, avvertono una pena costante in fondo al cuore.
Mia madre ha perso la mamma all'età di 18mesi, ha avuto come seconda mamma una zia, sorella della madre, sangue dello stesso sangue. Quando io da piccola mi ribellavo ai suoi metodi educativi mi rispondeva sempre:
cara figlia mia, io non ho avuto amore di mamma
io le dicevo, mamma sei ingrata, tua zia ti ha cresciuta, sei dello stesso sangue,
ella mi rispondeva, con uno sguardo melanconico,
hai ragione mi diceva, ma leggevo i suoi occhi tristi.
IN altri momenti diceva, non ho paura della morte, vado a conoscere mia madre.
Cara Emilia, cari tutti figli desiderosi, avete il diritto di abbracciare chi ha deciso di regalarvi una vita,
care mamme non abbiate paura, avete fatto il gesto più bello che potevate fare, regalare ai vostri figli la vita. COsa importa il perhè, cosa importa il dove, i figli vi aspettano e voi li aspettate.
ciao emilia, ciao tiziano sono dei vostri nel diritto e nel sentimento.
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emily



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MessaggioTitolo: Re: La punizione dei 100 anni   9/5/2009, 02:13

Cara Rita, grazie delle tue parole.
E' molto difficile essere compresi fino in fondo da chi non vive la nostra stessa condizione.
Eppure basterebbe chiudere un attimo gli occhi e immaginare di non sapere di chi si è figlio, da dove si viene...da quale città, da quale famiglia, da quale storia di vita....
Non avere nessuno che ti somigli, nessuno che ti condivide il tuo DNA, nessuno se non te stessa e i rapporti che nel bene e nel male hai costruito nella tua vita...da solo, sempre e comunque in una solitudine biologica che i legami d'amore ti hanno aiutato a sopportare, ma che non puoi fingere di non subire.
E quando quei legami si sciolgono, quando i tuoi genitori adottivi se ne vanno per sempre, ti ritrovi senza fratelli, senza zii, senza cugini, tu, solo, con quella solitudine che solo la ricostruzione della tua storia personale potrebbe aiutarti a risolvere.
Cara Rita, la ricerca di senso si fa sempre più urgente, gli anni passano, e quel vuoto iniziale chiede di essere riempito.
Grazie di esserti immedesimata in questa sofferenza pur se essa non ti appartiene.
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ritabi



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MessaggioTitolo: Re: La punizione dei 100 anni   9/5/2009, 12:35

cara emily, basta chiudere gli occhi, hai detto bene.
comprendo il tuo dolore, la tua determinazione a ritrovarla credo che scaturisca da un senso di ingiustizia nei tuoi riguardi. penso che emily si chiede, perchè il diritto di una persona prevarica il diritto di un?altra? chi nasce dopo vale di meno? non abortire è un grande valore interiore, oggi emily vive, ma se emily non riesce a vivere appieno, chi la protegge? la giustizia almeno di dire alla mamma, guardami su facebook, decidi con calma se vuoi rimanere anonima o se desideri anche tu abbracciarmi.
basta chiudere gli occhi.
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ritabi



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MessaggioTitolo: Re: La punizione dei 100 anni   9/5/2009, 12:52

i miei genitori mi hanno lasciati da molti anni, mi mancano entrambi, ma la voce di MAMMA è quella che sento nei momenti di comunione con me stessa. Ho tre sorelle e un fratello, ho un marito e due figli eccezionali, ma quando mi raccolgo nel silenzio, rivedo mia madre, parlo con lei. è lei che mi ricorda le situazioni passate, è lei che rivedo nei miei figli biricchini, è lei che mi ricorda come mi comportavo da bambina. il mio dna è uguale al suo, ma il mio pensiero di bambina era diverso dal suo, quanti battibecchi, quante confronti, quante volte avrei sospettato che non fosse mia madre se nello specchio non avessi notato il naso come il suo, la mano come la sua. La sicurezza era nel suo sguardo di adulta che sorrideva di nascosto alle mie prepotenze nel voler essere persona. I dubbi, le insicurezze le invio ancora a lei, il vuoto che mi ha lasciato all'improvviso ancora dopo 16anni non si è riempito.
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ritabi



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MessaggioTitolo: Re: La punizione dei 100 anni   6/6/2009, 06:54

essere o non essere

vivere o morire

il coraggio di vivere è nella determinazione della scoperta, il coraggio di essere è nella espressione del proprio pensiero.
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